Niccolò Fabi torna sul luogo del delitto. Pubblica un album di canzoni a tre anni di distanza dal precedente “Novo Mesto”, e soprattutto dopo “Violenza 124”, il fuori pista creativo piacevolmente affrontato con i panni del produttore. Solo un uomo non è un lavoro qualsiasi, perché ci restituisce un cantautore temprato, sereno, pieno di voglia d’esprimersi. E questo si riflette su dieci brani pensati con calma, in solitudine, e magnificamente intriganti. La scena del crimine è piena d’indizi che portano a delle certezze che per Fabi, solo poco tempo fa, potevano rappresentare degli ostacoli, ma che oggi sono le sue armi migliori per arrivare a stupire, a farci riflettere e assaporare la bellezza di una semplice melodia, senza paura di mettersi a nudo. leggi la recensione su l'isola http://www.lisolachenoncera.it/recensioni/?id=613
Tracce Sensibili Relazioni Improvvise - 26 ottobre / 1 dicembre 2018
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Con il suggestivo titolo di “Tracce Sensibili Relazioni Improvvise”, una
dichiarata devozione all’improvvisazione come scuola di vita, ed una doppia
dedi...
7 anni fa

Bastano 30 secondi per rimanere colpiti da “Libellula”, prima delle dieci tracce che danno vita a “Sottoterra”, l’album d’esordio dei Serpenti. Mezzo minuto dove il duo electro-pop (composto dal multistrumentista Luca Serpenti e dalla vocalist Gianclaudia “Clou” Franchini, entrambi ex Ultraviolet) cala subito gli assi a disposizione: chitarra orecchiabile; base dance dal gusto retrò anni ’80, ottima per un dancefloor alla moda; voce fresca e sensuale quanto basta. leggi la recensione su rockaction.it 









Alessandro Bellati arriva alla pubblicazione del suo primo lavoro sulla lunga distanza dopo essersi fatto le ossa con alcune importanti collaborazioni, come quella alla corte di Tullio De Piscopo. Il cantautore piemontese riversa in questo Parole d’amore, che esce per la sempre attenta Odd Times Records, la propria visione del pop-cantautorale italiano, cercando – e in parte riuscendo – a non calpestare i sentieri già battuti, nel corso dei decenni, da tutti coloro che hanno preso come tema portante gli effetti collaterali delle frecce scoccate da cupido.

Giorgio Canali esiste, eccome. Continua il suo cammino rimanendo nell’ombra, senza che i più se ne accorgano. Ma di questo il nostro non se ne cura, anzi, sembra proprio l’oscurità e il suo personalissimo modo di “non essere”, la condizione ideale, il terreno fertile dove coltivare un cantautorato che nel corso degli anni si è decisamente ispessito, arricchito, fatto grande.Nostra Signora della Dinamite – quinto disco del suo percorso solista e quarto coi Rossofuoco – risente positivamente del forte vento di creatività che soffia gelido sul suo punto d’osservazione. Un ridosso conquistato in anni d’esperienze, sterzate, rischi e incazzature.
La rassegna “Generazione X”, giunta alla quarta edizione, ha come obiettivo quello di proporre i migliori talenti del panorama italiano emergente. E difficilmente sbaglia mira. Scommessa vinta anche con i romani Marcosbanda – gruppo di cinque elementi che può già essere considerato più di una promessa (ne loro palmares anche una vittoria al nostro concorso L’Artista che non c’era) – che hanno dato vita a un set coloratissimo, epidemico, pieno di gioia creativa. A tenerli a battesimo sul palco del Teatro Studio dell’Auditorium una madrina d’eccezione: Cristina Donà.

